Il design della valvola a farfalla di tipo wafer elimina quei pesanti raccordi terminali presenti nei modelli a orecchie, riducendo il peso complessivo di circa il 40%. La forma compatta richiede minori strutture di supporto e rende l'installazione molto più rapida, in particolare durante interventi di retrofit in spazi ristretti. Test condotti nella pratica hanno dimostrato che gli operatori impiegano dal 15 al 30 percento in meno di tempo e di costi per installare queste valvole rispetto alle tradizionali valvole flangiate. È per questo motivo che molti ingegneri le preferiscono per installazioni compatte in ambienti come i sistemi di riscaldamento e ventilazione o gli impianti comunali di trattamento delle acque, dove ogni centimetro conta.
I disegni a disco centrico creano una resistenza molto bassa al flusso del fluido, il che significa che la perdita di pressione è circa dal 60% al 70% inferiore rispetto a quella osservata con le valvole a globo. Queste valvole in stile "wafer" presentano naturalmente ottimi coefficienti di portata (quei valori Cv di cui parlano gli operatori), consentendo quindi un flusso regolare anche quando sono quasi completamente aperte. Prendiamo come esempio un modello da 10 pollici che movimenta acqua a circa 3 metri al secondo (10 piedi al secondo). Un tale impianto potrebbe ridurre i costi annuali di pompaggio di circa il 18% rispetto alle tradizionali valvole a saracinesca. Ciò si traduce in un risparmio effettivo, mantenendo inalterata la quantità di prodotto che attraversa il sistema.
I dati riflettono le medie di settore per valvole DN100–DN300 impiegate in servizi idrici (Fluid Controls Institute, 2023).
Le valvole a farfalla di tipo wafer dipendono interamente dalla compressione esercitata dai flangi della tubazione per garantire la tenuta: pertanto, un allineamento preciso è obbligatorio. Un disallineamento superiore a 0,5° aumenta il rischio di perdite fino al 40% (studio sulla dinamica dei fluidi, 2024). Gli installatori devono verificare tre dimensioni critiche prima del serraggio:
Le valvole installate con flangi allineati al laser raggiungono un tasso di funzionamento senza perdite del 98% dopo 5.000 cicli, rispetto al solo 67% delle unità allineate a vista. Poiché il serraggio bidirezionale amplifica gli errori angolari, anche un minimo disallineamento può causare un precoce cedimento della guarnizione per compressione eccessiva.
Un momento di serraggio irregolare delle viti è la causa principale della deformazione del sedile nelle valvole a farfalla tipo wafer. Un'analisi del 2023 sui guasti riscontrati in campo ha rivelato che il 72% dei sedili danneggiati era dovuto a un sequenziamento non corretto del momento di serraggio. Seguire questo protocollo per garantire una compressione uniforme:
| Fase di serraggio | Obiettivo | Rischio di deviazione |
|---|---|---|
| Passata iniziale | 30% del momento finale | Deformazione in caso di serraggio irregolare |
| Motivo a stella | 60% del momento finale | Compressione asimmetrica |
| Passaggio finale | 100% del momento applicato in tre incrementi | Estrusione del sedile |
Lo sforzo meccanico sul tubo rappresenta un’altra minaccia nascosta: forze esterne generate da supporti non allineati possono trasmettere al corpo valvola uno sforzo pari a 2–3 volte quello operativo. Le differenze di espansione termica sono particolarmente problematiche nei sistemi a vapore, dove una differenza di temperatura ΔT > 150 °C può degradare le guarnizioni elastomeriche. Installare sempre giunti di dilatazione entro tre diametri del tubo dalla valvola nelle applicazioni con variazioni di temperatura.
Le valvole a farfalla di tipo wafer dipendono completamente dalla compressione dei flangi per mantenere la tenuta e non sono dotate di quegli utili attacchi filettati, inserti filettati o qualsiasi altro componente di ancoraggio terminale. A causa di questa limitazione progettuale, queste valvole non funzionano correttamente alla fine di una tubazione o in situazioni a fondo cieco, come le uscite dei serbatoi o le linee di spurgo, dove da un lato è presente soltanto aria. L’assenza di due flangi implica che la valvola non sia in grado di gestire efficacemente eventuali inversioni di flusso o improvvise picchi di pressione. Quando gli ingegneri necessitano di un’isolamento terminale affidabile, ricorrono tipicamente a valvole di tipo lug o a modelli completamente flangiati, che offrono la stabilità meccanica aggiuntiva richiesta per un funzionamento corretto in condizioni gravose.
L'efficacia della tenuta diminuisce notevolmente quando si devono gestire differenze di pressione superiori a 16 bar o temperature al di fuori della normale finestra operativa compresa tra -20 °C e 130 °C. Quando la differenza di pressione diventa troppo elevata, quei semplici sedili in gomma non riescono più a garantire una tenuta adeguata. Tendono infatti a deformarsi in modo non uniforme, creando piccoli percorsi di fuga per il fluido che dovrebbe rimanere confinato. Le basse temperature, al di sotto del punto di congelamento, possono essere altrettanto problematiche quanto il funzionamento prolungato a temperature superiori a 130 °C. Entrambe queste condizioni influiscono sulla flessibilità del materiale del sedile, causandone il restringimento a causa del freddo o un più rapido degrado dovuto al calore. Queste guarnizioni funzionano sufficientemente bene negli impianti HVAC standard e nelle reti idriche urbane, dove le condizioni operative non sono così estreme. Tuttavia, nel caso di sistemi a vapore, prodotti petroliferi o sostanze corrosive, la maggior parte degli ingegneri opta invece per valvole a triplice eccentricità, dotate di sedili metallici in grado di resistere a condizioni ambientali molto più severe, fino a 400 °C e pressioni di circa 20 bar.
La valvola a farfalla di tipo wafer offre ai tecnici un vero vantaggio per quanto riguarda il lavoro di manutenzione, grazie al suo semplice design monoblocco. L'assenza di componenti interni complessi riduce la probabilità che si intasi con detriti nel tempo. La maggior parte degli utenti riferisce una riduzione delle ore di manutenzione di circa il 30% rispetto ai modelli tradizionali con flange. Va tuttavia ricordato che le guarnizioni in gomma devono essere ispezionate almeno una volta all'anno, in particolare se il sistema gestisce fluidi ad alta temperatura superiori a 300 gradi Fahrenheit. Il calore ne accelera infatti il degrado rispetto alle condizioni normali. Inoltre, prestare attenzione alle applicazioni che prevedono materiali abrasivi, come le miscele di fango: il movimento continuo di apertura e chiusura consuma più rapidamente la superficie di tenuta, riducendone spesso la durata alla metà rispetto a quella ottenibile in ambienti più puliti.
Queste valvole tendono a durare molto più a lungo quando installate in ambienti stabili, con variazioni di temperatura limitate e differenze di pressione inferiori a circa 150 psi. Se i prodotti chimici coinvolti sono compatibili con materiali di tenuta comuni, come la gomma EPDM o le guarnizioni in Viton note a tutti, queste valvole possono funzionare per anni senza richiedere alcuna manutenzione. Attenzione però alle situazioni caratterizzate da picchi di pressione continui o forti fluttuazioni termiche: in tali casi le valvole standard non sono più adatte. In questo caso è necessario ricorrere a soluzioni più robuste, ad esempio valvole a triplice offset o valvole a farfalla con sede resiliente; altrimenti si verificherà un guasto ben prima del previsto.
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